Il Manifesto di E.S.I.

manifesto ESI

Approfondisci il nostro programma in ogni suo aspetto.

Alzare la bandiera del progetto e dell’obiettivo di una sovranità e indipendenza europea significa costruire la politica fondata sopra il pensiero forte di un'Europa potente, libera e sovrana, perseguibile attraverso unavisione politica e geopolitica concreta, necessaria erazionale.

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EUROPA SOVRANA E INDIPENDENTE

Manifesto programmatico
Premessa e scenario
  1. L’attuale situazione mondiale geopolitica si configura come una nuova epoca multipolare di superpotenze (Usa, Cina, Russia, India).
  2. L’Unione Europea, pur essendo una potenza industriale, economica e con una popolazione numericamente considerevole, non gode dello status di superpotenza autonoma in quanto sotto egemonia statunitense in tutti i settori: politico, economico-industriale-energetico, militare.
  3. L’Europa – oggi divisa fra Unione Europea e Federazione Russa - rischia di diventare un campo di battaglia fra superpotenze e risultare ininfluente nello scacchiere mondiale, fino a mettere a rischio la propria sopravvivenza politica.
  4. Da questo contesto europeo, continentale e globale deriva la necessità di rifondare l’Unione Europea in uno Stato Europeo capace di trovare una precisa collocazione di superpotenza autonoma.
  5. La creazione di uno Stato Europeo significa guadagnare la condizione di sovranità e indipendenza su ogni piano politico, economico, industriale, energetico e militare.
  6. Alzare la bandiera del progetto e dell’obiettivo di una sovranità e indipendenza europea significa costruire una politica fondata sopra il pensiero forte di una Europa potente, libera e sovrana, attraverso una visione, politica e geopolitica, concreta, necessaria e razionale.
* Analisi del fallimento della politica dell’Unione Europea (UE).

A fronte di un mondo multipolare di superpotenze, l’Unione Europea, soggetta all’influenza statunitense, evidenzia tutta la sua debolezza e inconsistenza politica, per quel che riguarda la politica estera, la difesa, la politica energetica e, più in generale, il potenziale commerciale del continente. La struttura verticistica e tecnocratica della Commissione ha reso l’UE un mero organismo regolatore dei mercati, responsabile di scelte politiche impopolari che danneggiano le economie locali privilegiando interessi economici extra europei. L’unico potere realmente esercitato a livello comunitario è quello monetario, sganciato però da ogni interconnessione con l’autorità politica. Tale natura deficitaria e deformata è rivelata dai seguenti principali profili:

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  1. La mancanza di una forza armata europea subordina inevitabilmente la difesa dell’Europa alla NATO (Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord) a comando statunitense, con una imponente presenza militare di Washington in Europa, a quasi 80 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Questa situazione si traduce in una non più accettabile ingerenza degli Stati Uniti sull’Europa, nella gestione e nell’impiego delle forze armate affiliate alla NATO per scopi e finalità esclusivamente americani, con conseguente inefficienza e perdita di sovranità. I soldati d’Europa sono costretti a combattere guerre che sono contro gli interessi europei e continentali.
  2. Dalla subordinazione militare agli Usa deriva la mancanza di autorevolezza e il carattere subordinato agli interessi statunitensi anche della politica estera dell’Unione Europea, determinata sia dalla mancanza di un adeguato e autonomo apparato difensivo sia dall’attuale assetto istituzionale dell’Unione Europea, che non prevede una figura unitaria dotata dei necessari poteri per agire. Ne deriva un vuoto di potere da parte dell’Unione Europea, non consono alla propria dimensione di gigante economico, che genera incertezza e instabilità, non solo politica, anche per quel che riguarda i rapporti con gli Stati africani ed eurasiatici.
  3. La politica energetica dell’Unione Europea si è dimostrata del tutto incapace di organizzare le proprie strategie di approvvigionamento e di difendere i relativi canali e rapporti rispetto alle altre superpotenze.
  4. Il potenziale economico-commerciale del continente, pur beneficiando del mercato comune, risulta frammentato, limitato e sbilanciato, essendo condizionato dall’esterno dai lacci derivanti dall’alleanza politico-militare nordatlantica e dall’interno appesantito dalle politiche dei singoli stati che tendono a far prevalere il proprio interesse e dalla pluralità di bilanci, normative fiscali e politiche commerciali.
  5. Conseguenza ultima, ma fondamentale, è che i vari popoli che compongono l’Europa non hanno più la percezione delle loro radici comuni né della condivisione degli interessi primari. Viene meno il senso di appartenenza all’Europa, che viene percepita solamente come una entità di burocrati e di tecnocrati, lontana dalle esigenze dei popoli, dedicata solamente a manovre e speculazioni commerciali e finanziarie.

Appare evidente come le principali criticità dell’attuale costrutto continentale derivino tutte, direttamente o indirettamente, dalla mancanza di sovranità e dai limiti della stessa struttura dell’Unione Europea, non idonea a reggere il passo con le sfide globali che sono emerse negli ultimi decenni, e che

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soprattutto relega l’Europa in una posizione internazionale subordinata e marginale.


La soluzione non potrà che passare da una emancipazione politica dalle egemonie straniere, dallo sviluppo di una identità comune e di un senso di appartenenza delle popolazioni europee, pur nel rispetto delle reciproche differenze, e dalla creazione di una adeguata struttura, volta a garantire gli interessi e l’indipendenza dei cittadini europei.


Ci si propone, quindi, di creare un nuovo movimento politico - Europa Sovrana e Indipendente (ESI) - in grado di risolvere le criticità sopra evidenziate perseguendo i seguenti obiettivi politici:


  1. Liberare l’Europa dalla morsa egemonica USA.
  2. Creare uno Stato Europeo, con nuove istituzioni e con proprie Forze Armate moderne ed efficienti, adeguate ad una superpotenza autonoma.
  3. Uscire dalla NATO a guida anglo-americana, il cui ruolo è quello di difendere solo gli interessi atlantici nel mondo, alimentare l’industria bellica USA e dominare i paesi europei militarmente più deboli.
  4. Avere una politica estera ed energetica indipendente da ingerenze straniere e fermamente intenzionata a riallacciare relazioni politiche e commerciali con la Russia.

Questi obiettivi verranno perseguiti attraverso la realizzazione di un programma il cui obiettivo principale è la nascita di uno STATO EUROPEO libero dall’egemonia statunitense:è questa la finalità imprescindibile per far evolvere l’attuale Unione Europea in una nuova Nazione, da considerarsi quale pilastro fondamentale dell’azione politica di Europa Sovrana e Indipendente (ESI).


Lo stato europeo, in considerazione del frangente epocale in cui questa scelta decisiva viene a coincidere e della necessità di unire in una comunità di destino le attuali Nazioni d’Europa, consisterà in una confederazione di stati: la Confederazione degli Stati d’Europa.


Il programma di Europa Sovrana e Indipendente è quindi articolato lungo alcune principali direttive d’azione, così individuate:

  1. Piano socioculturale e di filosofia politica:
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  1. Sviluppo di una coscienza comune europea come supernazione continentale e Confederazione degli Stati d’Europa. Si riconoscono le radici storico-culturali comuni dei popoli europei e si crea una presa di coscienza sul livello globale delle sfide che attendono il nostro continente, sicuramente non affrontabili dai singoli Stati.
  2. Creazione e promozione di movimenti affini nei vari Stati europei dedicati alla costruzione di una Europa Sovrana e Indipendente. Superamento dell’obsoleta divisione tra destra e sinistra in un’ottica di sviluppo di un movimento di respiro continentale che superi le divisioni storiche interne nello sforzo di emancipazione dal giogo atlantista. Una nazione confederata europea dei popoli, forte, moderna, libera e indipendente, che garantisca la civiltà del diritto delle comunità e dei singoli e ne permetta il pieno sviluppo economico, sociale e personale.
  3. Definizione di una politica europea sovrana e indipendente nei rapporti con tutte le altre superpotenze.
  1. Piano degli obiettivi politici programmatici:
    1. Politica estera e di difesa europea indipendente: lo sviluppo di una politica estera e strategica incentrata esclusivamente sulla tutela, sullo sviluppo, sulla difesa e sugli interessi dei cittadini europei, svincolata da influenze esterne, attraverso la creazione di un esercito comune capace di difendere la Confederazione degli Stati d’Europa in maniera autonoma.
    2. Sinergia economica europea: l’adozione di politiche interne, di natura economica, commerciale, sanitaria, fiscale e amministrativa tali da armonizzare il mercato interno europeo rendendolo più omogeneo, equo e competitivo e principalmente idoneo a migliorare la vita dei cittadini europei, rispondendo all’esigenza di ampliarne il benessere, i diritti e i servizi.

Le direttive sopra indicate verranno attuate attraverso lo sviluppo e il conseguimento dei seguenti passaggi:

  1. Accelerare la creazione di un Esercito comune europeo, indipendente dalla NATO e avente un Comando unificato esclusivamente europeo. Allo stato attuale, pur in presenza di numerosi progetti volti all’incremento della cooperazione in ambito militare, la difesa dell’Unione Europea è ancora affidata ai contingenti sotto il diretto controllo delle singole nazioni, come previsto dai trattati UE. Preliminarmente si renderà pertanto necessaria la modifica di detti trattati, con relativa cessione di sovranità nazionale da parte degli aderenti alla nuova Confederazione degli Stati d’Europa, al fine di
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  • consentire il passaggio dei vari contingenti nazionali ad un nuovo unico Comando Europeo. Tale vertice militare dovrà necessariamente essere indipendente rispetto alle singole nazioni nella sua funzione di garantire la sicurezza della Confederazione degli Stati d’Europa. Si suggerisce una struttura direttiva con un membro rappresentante per nazione, estratto dal mondo militare. Questo direttivo eleggerà un Comandante in Capo delle Forze Armate europee. L’impiego dell’esercito nei casi di crisi internazionali sarà subordinato all’approvazione a maggioranza assoluta del Parlamento Europeo, l’unico organo autorizzato a deliberare lo Stato di Guerra. Sviluppo di un arsenale atomico europeo a scopo esclusivo di deterrenza a difesa. Creazione di un centro di sviluppo e armamento unitario, con procedure condivise di approvvigionamento dei materiali. Lo sviluppo e la conoscenza tecnologica dovranno essere gestiti e controllati esclusivamente a livello centrale europeo. L’arsenale nucleare e il complesso dell’industria bellica dovranno essere equamente e proporzionalmente ripartiti tra i paesi membri della Confederazione degli Stati d’Europa.
  1. La creazione di una struttura di difesa esclusivamente europea si accompagnerà allo sviluppo di una politica volta ad affermare il principio dell’indipendenza militare della Confederazione degli Stati d’Europa e il diritto di quest’ultima di autodeterminarsi e provvedere autonomamente alla propria difesa: questo avrà come naturale, decisiva ed obbligatoria conseguenza l’uscita dalla NATO, la fine delle ingerenze degli Stati Uniti sull’Europa e la nascita di una politica europea indipendente.
  2. I successivi rapporti con gli Stati Uniti saranno svincolati da dinamiche di subordinazione strategica e geopolitica. Anche i rapporti economici saranno improntati alla reciproca indipendenza. La Confederazione degli Stati d’Europa riconosce i principi base del diritto internazionale, tra i quali il rispetto reciproco tra gli Stati da attuarsi attraverso la fattiva collaborazione politica, culturale e commerciale. La posizione geografica che vede la Confederazione degli Stati d’Europa inserita nel continente euroasiatico induce a mantenere buoni rapporti con tutti gli altri Stati facenti parte del medesimo continente.
  3. Sviluppo di una struttura organizzativa e di gestione unitaria europea, efficiente e fattiva e non meramente burocratica. Il modello proposto è quello della Confederazione degli Stati d’Europa, con un governo, pienamente legittimato dai popoli delle Nazioni confederate, che garantirà la rappresentanza delle realtà etniche, sociali e geografiche europee, con un forte potere esecutivo in materia di difesa, politica estera e di direttive strategiche ed economiche. Tale forma si dovrà
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  • realizzare con la modifica dei trattati istitutivi dell’Unione Europea, attuando una forma necessariamente progressiva e permettendo l’aumento dell’integrazione anche ai soli Stati disponibili, consentendo agli altri di aderire anche successivamente alla Confederazione degli Stati d’Europa. Questo per evitare il blocco dell’integrazione anche da parte di un solo Stato.
  1. Unificazione del bilancio e della normativa fiscale. La Confederazione degli Stati d’Europa deve avere come obiettivo quello di armonizzare le imposte dirette e indirette in tutti gli Stati. La finalità è quella di eliminare le diseguaglianze economiche e consentire maggiore giustizia nel tenore di vita dei cittadini europei indipendentemente dallo Stato in cui vivono. Il contrasto all’evasione, all’elusione fiscale ed ai falsi in bilancio deve basarsi su leggi comunitarie e deve essere istituita una polizia tributaria europea che vigili con gli stessi metodi, mezzi tecnologici e informatici, in tutta la Confederazione degli Stati d’Europa.
  2. Organizzazione di un unico piano industriale europeo attraverso la definizione di bilanci comuni da destinare ai vari Stati confederati teso a colmare i divari economici e di produttività tra gli stessi. Ogni Stato deve poter beneficiare di medesime opportunità di investimento in modo da perequare costi e ricavi e, quindi, produttività nei vari settori industriali. Il costo delle materie prime come quello dell’energia o dei carburanti per autotrazione dovrà essere impostato in modo equo per tutta la Confederazione degli Stati d’Europa. Sviluppo dell’industria microelettronica, informatica e di telecomunicazione in modo autonomo, indipendente e autosufficiente, per svincolarsi in questo settore dalle superpotenze che cercano di monopolizzare il mercato. Uniformare il costo della vita in tutti i paesi della Confederazione degli Stati d’Europa, garantendo un reddito minimo decoroso e paritario tra i vari cittadini, stimolando la spesa privata, la circolazione del denaro e il circolo virtuoso dell’economia.
  3. Sviluppo di una indipendenza energetica, volta sia allo sviluppo delle energie rinnovabili che al nucleare di ultima generazione.
  4. Stabilizzazione dell’area mediterranea, con una gestione europea dei flussi migratori e con la contrattazione unitaria di accordi con i vari Stati che si affacciano sul Mediterraneo, sia per quel che riguarda l’approvvigionamento di risorse sia per il controllo e pattugliamento del tratto costiero sia per lo sviluppo ed i rapporti commerciali con i paesi in questione. Cooperazione rafforzata con stati strategici dello scacchiere mediterraneo, al fine di controllare i flussi migratori, sia da un punto di vista difensivo che di protezione del mercato interno, e al contempo espandere l’influenza – con mutui benefici – della Confederazione europea. Il riportare del Mediterraneo ad un’area di prosperità fra i paesi che vi si affacciano avrà come conseguenza anche in questo caso la fine dell’ingerenza militare statunitense nello scacchiere e il dare soluzione ai conflitti nel Vicino Oriente.
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i. La Confederazione degli Stati d’Europa difenderà il proprio territorio, il proprio equilibrio sociale e la propria sicurezza da migrazioni di massa dovute a ragioni ambientali, economiche e belliche sia con la difesa dei confini sia intervenendo direttamente nei territori di provenienza per porre rimedio alle ragioni dello spostamento delle popolazioni.
j. Politica di distensione e recupero delle relazioni commerciali con i vicini orientali, avvio di negoziati ed iniziative diplomatiche atte a risolvere i problemi ancora aperti nell’Europa balcanica e dei paesi confinanti con la Russia e impostazione di relazioni diplomatiche, politiche e commerciali improntate al reciproco rispetto e interesse, con le altre potenze e realtà eurasiatiche, con salvaguardia e tutela del sistema economico europeo.
k. Possibilità per tutti i paesi europei di entrare nella Confederazione degli Stati d’Europa, con integrazione progressiva, prima commerciale e successivamente politica. Favorire lo scambio commerciale - senza consentire egemonie e privilegi nella disponibilità delle fonti energetiche - e successivamente l’integrazione di tutti i paesi europei in un nuovo mercato comune: una grande area europea di prosperità e pace nel continente eurasiatico.
l. Creazione e sviluppo di politiche di istruzione e formazione unitarie europee. Istituzione di uniformi modelli formativi e di specializzazione in tutta la Confederazione degli Stati d’Europa attraverso la creazione di poli di eccellenza europei. Creazione di borse di studio europee, programmi di partenariato con le aziende e incentivo alla mobilità continentale. Incentivazione della ricerca universitaria.
m. Creazione di una rete di informazione unitaria europea.
n. Sanità e cure mediche. Il diritto alla salute deve essere tutelato in maniera egualitaria a beneficio di tutti i cittadini della Confederazione degli Stati d’Europa. Il governo centrale della Confederazione degli Stati d’Europa deve colmare le differenze infrastrutturali e di personale qualificato attualmente esistenti negli Stati confederati, privilegiando la sanità pubblica gratuita rispetto a quella privata a pagamento. Aumentare nella Confederazione degli Stati d’Europa il personale medico qualificato attraverso l’eliminazione del numero chiuso nelle facoltà di medicina e l’istituzione di borse di studio agli studenti meritevoli.

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o. Difesa dell’ambiente concreta e non ideologica. Istituzione di una programmazione a breve, medio e lungo termine basata su obiettivi concreti, raggiungibili e compatibili con le esigenze dei cittadini, senza rimedi drastici ma con tutele gradualmente crescenti e sostenibili. Incentivare lo sviluppo di altri sistemi alternativi di propulsione verde, come ad esempio quello a idrogeno.
p. Tutela e incentivi alla famiglia. In tutta la Confederazione degli Stati d’Europa saranno adottate medesime politiche sociali di sostegno alla famiglia. Istituzione di un programma unitario di sostegno alla natalità, sia sotto forma di bonus economici che attraverso la creazione e lo sviluppo di una adeguata struttura europea di servizi di sostegno, come asili nido e scuole di maternità, a prezzi calmierati e accessibili a tutti. Creazione di ammortizzatori sociali per incentivare la famiglia. Disincentivazione della pratica dell’aborto come mezzo di controllo delle nascite e politiche di prevenzione delle gravidanze non desiderate.
q. La Confederazione degli Stati d’Europa difenderà la tradizione spirituale e religiosa delle proprie popolazioni, i luoghi sacri e di culto, la libertà delle proprie genti a educare i figli secondo la propria tradizione e religione, il tutto nel rispetto delle leggi confederate, della pace sociale e della sicurezza europea.

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