Sviluppo di una coscienza comune dell'Europa come supernazione e fraterna alleanza democratica fra i popoli del continente. Si riconoscono le radici storico-culturali comuni dei popoli europei e si prende coscienza del fatto che le sfide che attendono il nostro continente non sono sicuramente affrontabili dai singoli Stati, divisi fra loro o uniti in una struttura superficiale, inefficiente e iniqua come quella attuale. Una grande e democratica nazione europea dei popoli uniti e non divisi da anacronistiche visioni politiche, risalenti ormai al secolo scorso e figlie del clima postbellico, e che non sia neppure più espressione di burocrati e tecnocrati lontani dalle concrete esigenze del popolo.
Superamento della divisione tra destra e sinistra al fine della creazione di uno Stato Unitario Europeo. Il modello proposto è quello della Confederazione degli Stati d'Europa, con un governo pienamente legittimato a seguito di libere elezioni democratiche, con pieno potere esecutivo in materia di difesa, politica estera, politica economica e direttive strategiche, che garantirà la rappresentanza delle varie realtà etniche, sociali e geografiche europee.
Politica interna ed esterna indipendente da ogni influenza o interesse di altre potenze, incentrata esclusivamente sulla tutela e sullo sviluppo degli interessi dei cittadini europei, nel pieno rispetto del diritto internazionale e della tradizione democratica.
Contrasto all'immigrazione clandestina e stabilizzazione dell'area mediterranea con una gestione comune dei flussi migratori e relativo controllo, difesa e pattugliamento dei confini costieri europei, favorendo la stipula di accordi di cooperazione con i vari Stati che si affacciano sul mediterraneo.
Recupero delle relazioni diplomatiche politiche con i Paesi dell'Est al fine di risolvere i problemi ancora aperti nell'Europa Balcanica e dei Paesi confinanti con la Russia.
Il potenziale economico-commerciale del continente, pur beneficiando del mercato comune, risulta frammentato, limitato e sbilanciato, essendo appesantito dalla pluralità di bilanci, di normative fiscali e di politiche commerciali, ed in primis dagli interessi delle singole nazioni. Questo modello mostra ormai i suoi limiti e tende a creare divisioni (un esempio attuale, il MES), piuttosto che unione.
Solo la creazione di un Sistema Economico Sinergico Europeo può superare questi limiti mediante l’adozione di politiche volte ad armonizzare il sistema economico, amministrativo, fiscale, commerciale, industriale, scolastico e sanitario dei vari paesi componenti, con l’obiettivo di colmare i divari economici, di produttività e soprattutto della qualità di vita fra gli stessi. Fra queste, l'unificazione del bilancio, della normativa fiscale e dei mezzi e poteri di vigilanza tributaria in tutti gli stati della Confederazione.
Introduzione del medesimo salario minimo per tutti i cittadini europei, con l'obiettivo di tendere ad uniformare il costo della vita nelle varie regioni dell'unione, garantendo un reddito minimo paritario e decoroso tra i cittadini, stimolando la spesa privata, la circolazione del denaro e il circolo virtuoso dell'economia.
Ogni Stato membro della Confederazione dovrà poter beneficiare delle stesse opportunità di investimento, in modo da perequare costi e ricavi, e di conseguenza, la produttività nei vari settori industriali.
Costo di materie prime, energia e carburanti parificato negli Stati della Confederazione.
Tutela e incentivi alla famiglia, tramite l'istituzione di un programma unitario di sostegno alla natalità, sia sotto forma di bonus economici che attraverso la creazione e lo sviluppo di un'adeguata struttura europea di servizi di sostegno, come asili nido e scuole di maternità, a prezzi calmierati e accessibili a tutti.
Creazione di ammortizzatori sociali per incentivare la famiglia.
Disincentivazione della pratica dell'aborto come mezzo di controllo delle nascite e politiche di prevenzione delle gravidanze non desiderate.
Creazione e sviluppo di politiche di istruzione e formazione unitarie europee, con l'istituzione di medesimi modelli formativi e di specializzazione in tutti gli Stati. Creazione di poli di eccellenza europei, di borse di studio confederate, di programmi di paternariato con le aziende e soluzioni di incentivo alla mobilità continentale.
Diritto alla salute garantito e tutelato in maniera egualitaria, a beneficio di tutti i cittadini della nuova Europa, colmando le differenze esistenti fra gli Strati in termini di qualità e varietà dei servizi di cura erogati, infrastrutture e personale, privilegiando inoltre la sanità pubblica rispetto a quella privata a pagamento.
Creazione di una rete di informazione e comunicazione unitaria.
Sviluppo della mobilità elettrica e soprattutto di quella basata sull’idrogeno.
Sviluppo di un piano di indipendenza energetica, volto sia a sfruttare le energie rinnovabili, sia il nucleare di ultima generazione.
Investimenti nel mercato africano delle materie prime.
Difesa dell'ambiente concreta e non ideologica. Istituzione di una programmazione a breve, medio e lungo termine basata su obiettivi concreti, raggiungibili e compatibili con le esigenze dei cittadini, senza rimedi drastici ma con tutele gradualmente crescenti e sostenibili.
Budget comune industriale europeo equamente suddiviso nei vari Paesi, al fine di impostare un sistema industriale distribuito e collaborativo, secondo i modelli già seguiti con successo dagli enti europei Airbus e ESA.
Sviluppo dell'industria microelettronica e della relativa componentistica di base, informatica e telecomunicazioni, al fine ultimo di svincolare l'economia europea dalla dipendenza da quelle superpotenze che sono attualmente leader in questi settori.
Protezione dell'attuale patrimonio industriale con opportune politiche doganali e di controllo sulla creazione nel territorio europeo di stabilimenti appartenenti ad altre potenze.
Concreta affermazione del principio dell’indipendenza militare dell’Europa e il diritto di quest’ultima di autodeterminarsi e provvedere autonomamente alla propria difesa: questo avrà come naturale conseguenza l’uscita dalla NATO, la fine delle ingerenze degli Stati Uniti sull’Europa e la nascita di una politica europea indipendente.
La nuove Europa riconosce pienamente i principi del diritto internazionale, tra cui il reciproco rispetto fra Stati da attuarsi attraverso la fattiva collaborazione politica, culturale e commerciale.
Un'Europa Sovrana ed Indipendente non può quindi prescindere dalla creazione di un esercito comune europeo avente un comando unificato; che tuteli la difesa e gli interessi del popolo europeo in maniera esclusiva e autonoma, priva di ingerenze esterne.
sviluppo di un arsenale atomico europeo a scopo esclusivo di deterrenza e difesa, equamente e proporzionalmente ripartito tra i Paesi membri.